E insomma, ci siamo sposati…. è stata una bella faccenda, lo ammetto, la chiesetta alta sul poggio panoramico, la sposa bella e ben vestita (e volevo vedere se fosse stata racchia e stracciata!), i 130-140 invitati d’ogne età (dagli uno agli 86 anni) simpatici e carini, soprattutto le invitate, carine, le invitate! Beh, basta, che poi Dona si ingelosisce e mi sgrida. Io ho trascorso la settimana precedente un po’ agitato (Diomio, ma mi sposo!) poi è passato, la notte prima a Ormea ho dormito profondamente come il principe di Condè avanti la giornata di Rocroi e al momento buono, ore 16 e spiccioli del sabato 28 luglio dell’anno del Signore 2001 non mi decidevo ad aprire la porta della macchina con cui la mia moglie-in-progress era arrivata davanti alla chiesa della Madonna della Guardia al Poggio di Sanremo. Ultimo tentativo di disperata difesa prima della caduta definitiva? E il Bobi, che fungeva da elegantissimo autista nemmeno lui apriva ‘sta porta, e si che aveva visto e rivisto Pretty Woman per esercitarsi, e insomma meno male che è arrivato Mario, l’organista, ad aprire ‘sta porta, se no facevamo notte io lì fuori coi girasolini in mano e lei là dentro ad aspettare qualcuno che la aiutasse a uscire dall’auto con due porte incasinate.
Poi la messa, il Don Colombi tostissimo e sudatissimo che tifava spudoratamente per Donatella, il rinfresco in giardino che ha fatto una figurona (il giardino), e meno male, col kulo che ci siamo fatti per settimane a risistemarlo! Però era veramente bellillo.

Ceti non ne scrivo, che chi c’era suppongo se ne ricordi ancora (Alzheimer permettendo per i più vecchi) di suoi, e chi non c’era non gli frega di sentir parlare di gente che non conosce. Dico solo che mi scuso (ci scusiamo) per la ovviamente scarsissima attenzione data a ciascuno dei presenti, che si sa che ai matrimoni gli sposi si sbattacchiano qua e là fra i vari invitati parlando con tutti senza dir niente con nessuno, e succede sempre così ma a pensarci è brutto. E poi ci scusiamo con chi per qualsiasi ragione sua si è un po’ annoiato, ha sofferto il caldo, sperava di ballare e non si è ballato, ha subito la lunghezza del viaggio da Genova eccetera, insomma si sa anche che ad ogni matrimonio non tutti tornano a casa entusiasti per i motivi più vari,e non si può fare diversamente ma ci si dispiace almeno un po’.

Grazie invece ai fotografi, che benché “dilettanti” si sono espressi al meglio, e aspettiamo le foto B/N di Laura, vero, cara Laura????? A proposito, forse mi sono dimenticato di dirti, Laura, che hai avuto un notevole successo di critica e di pubblico presso gli invitati maschili, per il tuo cappello, per la disinvoltura con cui saltabeccavi su e giù per le scale dietro all’altare con la macchina fotografica durante la messa, e per le tue gambe. A Sanremo c’è chi ti rivedrebbe volentieri. Anche qualche ultrasettantenne, ma non solo….

Come ultimo commento renderò pubblico un pensiero che ho fatto finora a pochi intimi e che mi ha stupito me medesimo: prima, pensavo che, non cambiando in pratica la mia, la nostra vita quotidiana dal prima al dopo, essere sposato sarebbe stato uguale ad essere non-sposato. Dico come stato d’animo, psicologicamente,insomma. Invece no, è diverso. Ed è meglio. Non so dire come, non so spiegare in cosa consista questa miglioria, ma la avverto. La grande amica Silvia che sostiene di saperla lunga (e in effetti è sposata da 11 anni, felicemente, con 3 figli) mi ha detto che è proprio così, ma che non vale la pena spiegarlo a chi sposato non lo è ancora perché tanto prima non lo si capisce. E dice anche che se il matrimonio è una cosa così importante in tutte le civiltà di tutta la terra di ogni tempo, una ragione ci deve pur essere…

Meditate, gente, meditate! Come diceva Arbore. Lui parlava della birra, no?

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