1) “Così si può proibire a Violetta di abbracciare Alfredo in scena, ma nessuno osa impedire a tre, quattro giocatori di calcio di gettarsi l’uno sugli altri dopo una rete. Un gran brutto esempio, di questi tempi” Roberto Iovino in La chiusura dei Teatri: se possono abbracciarsi solo i calciatori, su linvito.net, 26 ottobre 2020.

2) Uno dei diversi modi di avvicinarsi a Dio: ascoltare il cd della Quinta di Beethoven eseguita dai Berliner diretti da von Karajan lungo il tragitto in auto da Sanremo a Genova (o viceversa). Soprattutto il I e il IV movimento.

3) “Questo è la scienza: un’esplorazione di nuovi modi per pensare il mondo. È la capacità che abbiamo di rimettere in discussione i nostri concetti. È la forza visionaria di un pensiero ribelle e critico capace di modificare le sue stesse basi concettuali, capace di ridisegnare il mondo da zero”. Carlo Rovelli in Helgoland, Adelphi, 2020.

4) Dall’Angelus del Papa di domenica 25 ottobre: commentando le letture della messa del giorno Francesco ha detto che il comandamento che Gesù definisce “il più grande”, cioè “Amerai Dio con tutto il tuo cuore…” significa che il giusto modo per avvicinarsi a Dio è amandolo; la vita morale e religiosa non può ridursi – dice il Papa – “a un’obbedienza ansiosa e forzata”. Nella stessa lettura Gesù poi subito aggiunge che l’amore per Dio va insieme all’amore per il prossimo, come si legge anche nella Prima Lettera di Giovanni (1Gv 4,20) “Chi non ama il proprio fratello che vede, non può amare Dio che non vede”. Se non amiamo i fratelli e le sorelle, il nostro amore per Dio è finto.

5) “Solo se dalla Terra emergerà il “Femminile” ci sarà la possibilità per tutti di futura convivenza, non solo nella sopravvivenza ma nella felicità”. Lucilla Giagnoni in Magnificat (tramite Giulia Cassini).

6) “Siamo figli di una imperfezione dell’universo”. Beppe Severgini conversando in streaming con Laura Votàno, fisica astroparticellare, al Festival della Scienza 2020 di Genova. L’imperfezione di cui parla è l’asimmetria tra le quantità di materia e di antimateria presenti all’inizio dell’esistenza dell’Universo; questa asimmetria ha fatto sì che dopo lo “scontro” tra materia e antimateria con loro conseguente trasformazione in energia, rimanesse una ragionevole quantità di materia in grado di produrre quello che c’è intorno e dentro di noi, dalle galassie al virus Sars-Cov-2. Volendo teofilosofeggiarci su… perché Dio decise di creare il Creato in questa maniera bizzarra? Non sarebbe stato più semplice lasciar perdere l’antimateria e partire subito con la materia-di-tutti-i-giorni senza far esplodere quasi tutto per poi utilizzare i residui? Boh, avrà avuto le sue ragioni. “In principio Dio creò i bosoni e i fermioni e lo spirito di Dio aleggiava sopra la materia e l’antimateria. E Dio vide che era cosa buona”.

7) Distanziamento animale: nel numero di ottobre 2020 di Le Scienze c’è l’articolo “Animali a distanza”: molti animali sociali, come le aragoste e le formiche, adottano pratiche di distanziamento sociale quando nelle loro società ci sono individui ammalati per cause virali o batteriche o fungine; questi vengono messi in isolamento, in tane esterne a quelle usate dalla comunità, in parti del formicaio isolate e distanti, un po’ come si faceva coi lebbrosi nei secoli passati, che stavano fuori dalle mura delle città. Gli altri, le formiche e le aragoste sane, continuano a fare la loro vita come sempre, escono di sera, vanno a teatro, al cinema e al ristorante…

8) “I creatori non precedono le creature per eternità ma per causalità, e le creature emanano da Dio ab aeterno come la luce del sole, il quale non precede i suoi raggi nel tempo ma solo in quanto causa di essi”. Parole di Giovanni di Lugio, teologo càtaro; da La cena segreta – trattati e rituali càtari, a cura di F.Zambon, Adelphi, 1997. Trovo interessante questo punto di vista sul rapporto non-cronologico tra Creatore e Creato, secondo cui non esisterebbe un “bereshit”, un principio della creazione; Dio non decide di creare un Universo che “prima” non c’era bensì i due sono eternamente coesistenti e la differenza tra Creatore e Creato sta nell’essere l’Uno la causa dell’altro. Giovanni in realtà parla al plurale, con due Creatori e due Creazioni, perché la religione càtara era dualista, grosso modo immaginava un Dio buono artefice del mondo spirituale e un Dio malvagio artefice del mondo materiale; ma il concetto rimane interessante anche per un monoteismo stretto. Ci sono altri modi insoliti di immaginare il rapporto tra Dio e Creazione, come lo Tzimtzum; che non ha a che fare con Zum Zum Zum e Sylvie Vartan (www.giannidallaglio.it/dio-et-cetera, punto 6: Tzimtzum e Prajapati).

9) Scambio di messaggi whatsapp: 

io: “Ciao cari, come state?….”
N.: “Non bene; allettata in attesa di responso Covid. E tu Gianni tutto a posto? Stai attento! Io lo sono stata a livelli maniacali e non è bastato”
io: “Ma poveretta! Io tutto bene, per ora. Io sto attento ma non a livelli maniacali. E ciò che dici mi conferma la mia idea, che bisogna stare attenti ma senza esagerare. Tanto si può sempre morire di infarto, ictus, cancro, incidente stradale, aneurisma… E mi pare di capire che i livelli maniacali non garantiscano la salute… Comunque augurissimi!”

10) Esageruma nen (Camillo Benso, Conte di Cavour)

11) Meglio essere ottimisti e avere torto piuttosto che essere pessimisti e avere ragione (Albert Einstein – letto su una parete del bar Il Vagabondo a Bogliasco)

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