Impressioni sparse dalla Polonia, dopo il ritorno sul Mediterraneo, che l’è ‘n gran mare:
come sempre prima di partire per un viaggio “da solo”, cioè non in vacanza semplice con gli amici, il giorno prima della partenza trascorre diviso tra il desiderio alla Ulisse di PARTIRE! e il timore fanciullesco di lasciare, se pur per poco, la casa e le persone più intime. Poi si va, si vola, e ci si rallegra sempre di essere su un aereo, di poter vedere le Alpi dall’alto, le cime e le pendici delle montagne bianchissime di neve, i paesi e i campi, i laghetti in alto, ancora gelati; e soprattutto le nuvole “dal tetto” ed il sole, anche se sotto piove. Le nuvole soprattutto, un poco all’andata ma molto ieri pomeriggio al ritorno, sulla Germania e fino a Zurigo c’era una vastità di nuvole delle forme più arzigogolate, il solito, antico popolo nomade in marcia, che non ha confini, non fatica per superare le montagne, non deve fermarsi, sempre illuminato dal sole, sotto un cielo che verso il tramonto assume tutti i colori dell’arcobaleno: blu in alto, dove ormai è notte, e poi azzurro, verde, giallo, arancio e rosso verso l’orizzonte tra ovest e nord, quando ormai i campi e le città di sotto quasi non si distinguono più nel buio della sera.
Lodz (che tutti sanno che si pronuncia Ug) è una città molto socialista: ci sono industrie e i palazzi neoclassici e liberty degli antichi industriali, ma il tutto è sciatto e cadente, circondato dai soliti palazzoni sovietizzanti brutti ma brutti che Diòmio. Un po’ di restauro in centro, ma la strada verso il diventare una città occidentalmente colorata è ancora lunga. Bello il verde, nel senso di moltissimi alberi dappertutto che in primavera fanno allegria.
L’ospitalità dell’Università è stata squisita dal punto di vista umano, la famiglia Krasinski molto gioviale: Mariusz, gran tempra di lavoratore, la moglie Krystyna, che lavora col marito, tipo complessivamente piacevole, alta sottile portamento elegante capelli castani lunghi, belle gambe, un po’ piatta ma va beh, chiacchierona quasi come Cipollata (la sorella del capo corso di Asterix in Corsica) ovvero poco e a bassa voce (ma pare che sia molto polacco parlare tacendo), ha il suo fascino. Poi c’è Piotr, undicenne, simpatico senza essere casinista, chiacchericcio senza importunare, in un inglese lento ma efficace, appassionato Ferrarista. Famiglia carina, insomma.
Ho trovato Asterix in polacco, lo aggiungo alla numerosa biblioteca internazionale di Asterix in non ancora tutte le lingue del mondo.
Come sempre, bello girare un po’ da solo per una città straniera, diversa dalla tua, e non perderti. Bellissimo sapere che esiste della gente che mi conosce e che conosco almeno un poco in un posto strano e lontano.

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