Pulenta e galena fregia
La Curiera
La machina del Ziu Toni
El carneval de Schignan
Il Camionista Ghost Raider
Yanez

e altre canzoni ancora, la maggior parte delle quali non conosco…

Perché la poesia è come il vento/lo spirito (to pnèuma) secondo l’evangelista Giovanni: “soffia dove vuole”.
Nella fattispecie, la poesia (che è una delle manifestazioni dello Spirito) soffia nelle canzoni di Davide Bernasconi, più noto come Davide Van de Sfroos. Che ha 6 anni meno di me, anche se credo di sembrare almeno un poco più giovane io di lui…. Ma ciò ha poca importanza.

Di ‘sto cantautore brianzolo-comasco, apparentemente popolare ma in realtà sensibile descrittore dell’animo umano, ne avevo sentito parlare da tempo ma, come ebbi già occasione di dire, ho avuto la sorpresa e il piacere di conoscerlo soltanto all’ultimo Festival di Sanremo. Gran bella scoperta, mi piacque subito (mica solo a me, visto che arrivò terzo) e mi venne la curiosità di conoscerlo meglio. Alcune chiacchiere about him fatte con il milanese-sanremese Alex B., suo estimatore, mi convinsero che questo signore che canta in dialetto tremezzino – roba del lago di Como – è uno da tenere d’occhio.

Così è iniziata la ricerca: su Youtube in primis, che è il posto più facile per trovare musiche e canzoni, poi su I-Tunes per acquistare a poco prezzo e legalmente qualche canzone interessante, infine nel “megastore” Feltrinelli-Ricordi di Genova per acquistare il cd Yanez, in cui la piacevole canzone omonima che fu presentata a Sanremo non è nemmeno la migliore dell’album.

I 4 titoli scritti in rosso su in cima sono a mio parere le migliori (ovvero le più poetiche, emotive, emozionanti) canzoni del cd Yanez, le due verdi sono più antiche e le ho trovate via I-Tunes e Youtube, ma sono altrettanto poetiche eccetera. E chissà quante altre ce ne sono…

“polenta e gallina fredda, e un fantasma sulla veranda, barbera come petrolio e anche la luna mi par che sbanda…”
“sulla macchina di zio Toni, senza tetto né copertoni, col volante che si stacca, coi cuscini di pelle di vacca…”

La poesia delle piccole cose della vita, delle situazioni quotidiane, dei sentimenti personali, dei luoghi qualsiasi che acquistano un senso esistenziale per via delle persone che si trovano lì; e da queste piccole cose e questi luoghi apparentemente banali nasce la poesia della vita che passa, la poesia dei sogni che ciascuno si porta dentro mentre il tempo trascorre dall’infanzia all’età adulta…

Guccini ha scritto cose del genere, ma non solo lui, figuriamoci. Inoltre, certi scorci di queste canzoni del Davide VDS mi fan pensare al pineto d’annunziano sotto la pioggia o alla casa della signorina Felicita. Il pineto e la signorina, come l’auto dello zio Toni e la veranda con la polenta, sono luoghi e momenti in cui la poesia – quindi lo Spirito – ha soffiato con apparente understatement (una pioggia nel bosco e un’auto scassata in un fienile non hanno nulla di epico, non sono certo un’infernale città dolente o l’ira funesta di un guerriero acheo) ma con tanta passione e con un intenso amore per le emozioni, per i sentimenti e per la vita.

Non valgo niente come critico letterario, me ne rendo conto. Meglio ascoltare direttamente le canzoni del buon DVDS, che – non si dimentichi – sono anche molto piacevoli musicalmente, con ritmi fra il rock e la ballata folk.

(scritto l’8 maggio 2011)

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