Si chiamava Sparisci. Un po’ era un “nome-ricordo” di una gatta storica dell’amica genovese Manuela, un po’ era perché quando era piccola e randagia era rapida a fuggire e a sparire. Arrivò cucciola randagia nell’autunno 2006 e per un po’ di tempo fece tana nella disordinata legnaia sotto il pino storto – forse nutrendosi anche del pane che lasciavamo per gli uccelli, e rimase sempre ghiotta di briciole di pane anche da adulta – poi poco a poco imparò ad avvicinarsi a casa, anche se ci volle del tempo per il primo incontro ravvicinato del terzo tipo; ricordo bene la telefonata che mi fece Donatella per dirmi “l’ho toccata!”. Chissà se davvero, come pensa Donatella, era figlia del mitico Codamozza, soriano dal bello sguardo malinconico che peraltro fu certamente il suo amante: nei mesi in cui rimase gatta “intera” Sparisci ebbe travolgenti storie di sesso con il bel tenebroso, e fu merito dei suoi feromoni di gatta giovane e sana se Oscar – vero randagio doc – decise di metter (saltuaria) dimora chez nous. Codamozza e Oscar ormai giocano e cacciano nel paradiso dei gatti, che mi piace pensare non sia una cosa diversa dal mio e dal vostro ma sia “il Paradiso” – ovvero il Giardino, secondo l’etimologia antico-persiana del sostantivo – di tutti gli esseri viventi e senzienti che hanno terminato il loro cammino nel mondo sublunare: umani, animali, vegetali, protozoi, batteri…

Negli ultimi due anni a Villa Mergellina è arrivato Polvere, cercato e voluto, e inattesi sono arrivati dal mondo esterno Macchia, Oscarino (morto suo malgrado molto anzitempo) e poi Popoff, proprio come precedentemente erano arrivati Codamozza e Oscar…. Insomma, a fine estate avevamo quattro gatti da nutrire, due che dormivano in casa, Sparisci e Polvere, e due fuori, Macchia e Popoff. Quattro numero perfetto, per i gatti di una casa con giardino e con molto mondo interessante intorno ad esso.

Sparisci negli anni si era imborghesita assai, dalla selvatica gattina di fratte e frasche che fu giovanissima, divenne col tempo una tranquilla casalinga: pochi e brevi giri in giardino, lunghi ozi sul letto o nelle ceste morbide o affacciata alle finestre da cui poteva guardare il mondo senza farsene troppo coinvolgere. Amantissima del contatto fisico in certe situazioni ben precise, adorava salirmi in braccio (e sulla tastiera…) quando lavoravo al computer, si deliziava di sdraiarsi sulla schiena e sui fianchi di Dona e di me medesimo a letto quando spegnevamo la luce la sera, ed erano fusa rumorosissime.

Poi, la mattina di venerdì 24 ottobre Dona mi telefona a Genova “Sparisci sta male”. Problemi a respirare. La veterinaria Federica viene alla sera in visita domiciliare e diagnostica un attacco d’asma curabile con opportuna iniezione. Diamo la buonanotte alla gatta “anziana” (ma ha solo 8 anni, più o meno è mia coetanea) lasciandola su una sedia del salotto, grattatina con fusa, e confidiamo di vederla un po’ risanata al mattino del sabato. Invece all’una di notte ci sveglia un ruggito, o un rantolo, e la troviamo per terra sotto il comò della camera da letto osservata con stupore da Polvere; sdraiata e ansimante: pochi minuti di carezze mie e di Dona e di respiri faticosi suoi, poi due lunghi respiri secchi, e basta. Finito. Inaspettatamente, rapidamente, a otto anni d’età che è come dire cinquanta umani. Qualcosa di simile a un infarto, che infatti colpisce volentieri anche gli esseri umani sulla cinquantina. Carina, tranquilla, affettuosa, discreta, cara Sparisci. Ma ben si sa che la morte inattesa e precoce non colpisce mica solo i personaggi ignobili, anzi…

And then there were three, dicevano i Genesis parafrasando Agatha Christie… Però ci siamo accorti in fretta, Polvere in primis, che un solo gatto in casa è poco e che tre gatti in totale non sono abbastanza. Polvere soffre ostentatamente la solitudine felina soprattutto di notte, anche se lui e la Spari si facevano ciascuno i fatti loro. Ma c’era, condividevano lo stesso letto per dormire, lo stesso tavolo per il cibo. E improvvisamente si è trovato solo. E triste. Chi dice che i gatti sono animali solitari’ non è vero niente, anche loro come noi umani amano la solitudine quando serve e cercano la compagnia dei loro simili quando ne hanno bisogno. Perfino gli alberi stabiliscono relazioni sociali coi loro simili, figuriamoci i mammiferi.
E allora c’ha pensato il Dio Felino, a farci imbattere in una giovanissima gattina femmina randagia e abbandonata in cerca di una casa; una gattina da inserire con le dovute cautele in famiglia per dare una nuova compagnia a Polvere, necessaria soprattutto quando noi saremo via e lui dovrà passare molte ore in casa da solo di notte… Vedremo, ne riparleremo…..

(Scritto il 14 novembre 2014)

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