Ogni tanto qualche amica (sempre donne, chissà perché) mi parla di qualche Tizio che organizza conferenze, lezioni, eventi che hanno lo scopo di aiutare le persone a migliorare la loro condizione di vita spirituale, emotiva e conseguentemente anche fisica, perché la salute del corpo dipende molto dalla salute dell’anima, si sa.

In gioventù, a migliorare la mia condizione eccetera furono gli scout, che frequentai con piacere e benefizio dai tredici ai ventisei anni di età. Molto tempo dopo ho avuto il piacere di frequentare alcune volte con Donatella (su consiglio dell’amica Maria Teresa E. di Sanremo) Alberto Bonazzi e Viviana Geron, conduttori di biodanza (www.giannidallaglio.it/biodanza/); dal 2007 non li ho più incontrati ma prima o poi tornerò a biodanzare con loro.

Ma esiste molta gente che cerca di aiutare gli altri a vivere meglio: in anni recenti ho avuto superficiali contatti con Sun Jun Qing, maestro di Qi Gong, e con Padre Giancarlo Bruni, monaco di Bose, entrambi su proposta di Maria Teresa; grazie a Floriana T, di Sanremo, ho ascoltato Fabrizio Daldi e la sua agricoltura biodinamica; Doris M. di Milano mi ha fatto conoscere qualche persona che fa psicosintesi (qualunque cosa essa sia; era una visita turistica a Venezia, nessuno psicosintetizzava quindi non ho capito).

Ma il mondo è pieno di cose meravigliose…
Ad esempio ci sono le terapie egizie-essene e il signor Bernard Rouch che le studia e le insegna.
E Piergiorgio Caselli dell’associazione Meditazione Profonda e Autoconoscenza.
E Montserrat Gascón che libera il pericardio.
E Igor Sibaldi che disquisisce di Bibbia, psicologia, scienze naturali e molte altre cose.
E costoro fanno queste cose per aiutare le persone a intuire chi veramente sono, a comprendere le vere cause delle malattie, a guardare oltre il velo della morte e più in generale a star bene.

Sibaldi l’ho ascoltato una sera a Sanremo, di Montserrat Gascón ho letto un libro, gli altri due li ho visti e ascoltati un po’ su YouTube. Anche questi quattro signori me li ha presentati Maria Teresa, donna di profonda intelligenza e sensibilità; anche troppo, forse.

Io ho molto interesse verso le millanta espressioni del pensiero umano in campo spirituale, religioso e filosofico, ma a volte resto perplesso. Fatico a capire perché uno vada ad ascoltare ciò che dice Tizio, vada a fare ciò che propone Caio. In realtà non dovrei trovarci niente di strano, cosa c’è di diverso tra il qi gong e la biodanza, tra un week-end di terapie essene e un bivacco con gli scout, tra una conferenza di Piergiorgio Caselli e un concerto di Francesco Guccini (per esempio)?

Benissimo cercare qualcuno che ci aiuti ad affrontare la nostra infelicità esistenziale con parole di verità e di saggezza. Non discuto il merito della questione, né le parole di verità. Ma mi pare che per ottenere successo molti di questi maestri debbano (vogliano, scelgano di) parlare molto di reincarnazione, di filosofie orientali, di fisica quantistica, di tradizioni antiche e perdute; sembra che le cose per avere senso in questo ambiente debbano essere soprattutto esotiche. Gesù riscuote un discreto successo come Maestro di Saggezza ma mi pare che più di lui entrino sempre in gioco i vari Buddha, filosofi indiani, i maya, gli esseni… Un po’ come i francesi che vengono a fare la spesa al mercato di Sanremo e gli italiani che andiamo a fare altrettanto a Mentone. Il fascino dell’esotico è importante anche più dell’oggettiva qualità del prodotto, che sovente si equivale ai due lati del confine.

Nella mia presuntuosa limitatezza mentale sospetto che se dici di avere Krishnamurti come ispiratore dei tuoi pensieri, di aver vissuto due anni con le guaritrici della Sierra messicana dopo esserti laureato in fisica delle particelle elementari, e di essere stato un medico ayurvedico nelle tue vite precedenti, allora radunerai folle estasiate che ti ascolteranno e scriveranno parole di ammirazione su di te sulle loro pagine Facebook. Se invece menzionassi Santa Caterina da Siena, una laurea in scienze politiche e una vita precedente come impiegato all’anagrafe quasi tutti ti ignorerebbero, anche se dicessi le stesse cose che dice l’amico di Krishnamurti. In tal contesto, onore a Padre Bruni che fa un lavoro fuori moda come il monaco cattolico e parla e scrive di argomenti come “Beatitudini – La via di Gesù alla felicità”.

A me piace leggere. Mi piace incontrare i concetti e confrontarmi con essi attraverso la parola scritta, non guardando e ascoltando un tizio che sorridendo mi dice che va tutto bene, di che ti preoccupi, ci sono qua io che ti spiego…. (le tue idee senza fartele capire, diceva Jannacci). Io forse sarei diventato cristiano leggendo le bozze dei Vangeli più che andando dietro a Gesù attraverso i villaggi della Galilea.

Sul considerare le conoscenze orientali (indubbiamente interessantissime) preferibili a quelle della nostra cultura occidentale greco-giudaico-cristiana mi viene in mente un’affermazione del Dalai Lama di una dozzina di anni fa, a cui fu chiesto se secondo lui è buono che tanti occidentali si convertano al buddismo: mi risulta abbia risposto “Cambiare religione non è mai positivo. Può generare grande confusione nello spirito. Sono rare le persone che traggono benefici da un cambiamento spirituale. Che d’altra parte non è affatto necessario: tutte le religioni portano in sé delle possibilità di guarire l’anima”. Mi fa piacere che questo grande personaggio la pensi esattamente come la penso io. A Genova si direbbe che il Dalai Lama “viene nel mio caruggio”. O più modestamente io vado nel suo.

Poi c’è la reincarnazione, che va tanto di moda… un concetto antico come il pensiero umano che piace anche ad alcuni cristiani nonostante nel cristianesimo non si preveda il viavai delle anime dentro tanti corpi. Certo, la paura della morte… “Sono io la morte, e porto corona, io son di tutti voi signora e padrona…”; se mi reincarno è come se non morissi mai; col vantaggio che continuo a vivere sulla terra senza dovermi preoccupare delle pene dell’inferno e senza rischiare di annoiarmi in paradiso. Bah.

Forse anche “grazie” alle vicende di Donatella, mi rendo conto che il post-mortem non mi preoccupa e non mi interessa. Succeda quel che dovrà succedere, va bene tutto, dal Paradiso dei cristiani al Nulla degli atei alla reincarnazione dei reincarnatori. Per ora mi basta e mi soddisfa percepire e vivere al meglio e in modo più etico possibile le quotidiane minuzie di questa vita mia di me medesimo di persona personalmente in questo tempo su questo pianeta di questo universo, hic et nunc. E poi sarà quel che sarà, come diceva Lelio Luttazzi.

L’unica cosa, l’ho già detto altrove, che un po’ mi disturba è l’idea di avere diritto a un destino diverso e più eterno di quello riservato ai miei gatti, ai miei alberi e a tutte le forme di vita non umane. Mi sembra un privilegio che noi Homines sapientes non ci meritiamo, mi pare ingiusto. E siccome Dio è giusto per definizione, può darsi che ci abbia già pensato pure Lui. O forse non è un privilegio ma una disgrazia….

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