Giorgio Cavallini, professore di italiano e latino al liceo classico Cristoforo Colombo di Genova nei lontani anni Settanta, indi professore ordinario titolare di una cattedra di letteratura italiana presso la facoltà di Lettere dell’università di Genova, critico letterario prolifico e onnivoro, autore di numerosi testi di critica e di alcuni deliziosi volumetti di poesie….

E’ la seconda volta che mi vien voglia di menzionare breviter i suoi volumetti di poesie, che di tanto in tanto vengono pubblicati in veste policroma ed elegante da Glauco Brigati, editore in Genova Pontedecimo. Belle anche da vedersi, le raccoltine di poesie di Cavallini, e di ciò va fatto merito a Brigati, ché chi ama i libri (e io modestamente mi ritengo un loro discreto amante) ne apprezza e ne ricerca non solo la pregnanza di contenuto bensì anche l’aspetto esteriore, secondo il concetto greco della kalokagathìa, per cui ciò che è bello è anche buono e viceversa.

Concetto peraltro – si parva licet… – espresso in forma rovesciata anche dal più famoso lupo del fumetto italiano, Lupo Alberto, di Silver, che nella striscia 3075 afferma “La bruttezza è psicosomatica! Uno se la fa da sé!… E’ per questo che tu puoi andare da uno brutto e dirgli: cretino!”

Torniamo a Giorgio: “Versi cordiali e augurali” (copertina blu), “Versi sparsi ma non dispersi” (copertina crema), e il best seller verdolino “Ragazze. Sette istantanee di ieri e di oggi”. Questi i più recenti volumi pubblicati dal Nostro, che vanno ad accompagnarsi alla decina di altri “Versi…” policromi che hanno visto la luce negli anni scorsi. Scorci improvvisi, ritratti (snapshots) di amici o di volti sconosciuti incontrati per strada, affettuosi ricordi di avvenimenti sociali e amicali vissuti in compagnia, riflessioni solitarie sulla vita trascorsa e sul tempo che passa, malinconia e speranza nell’avvenire intimamente si mescolano in questi brevi componimenti in rima baciata e alternata, o in versi liberi.

Tre citazioni:

“La verità profonda delle cose” da “Versi sparsi ma non dispersi”
Se cerchi la bellezza, non andare
dove van tutti. Ti basti guardare
le cose che sono intorno a te:
un sorriso di mamma al suo bambino,
la zampetta protesa d’un gattino,
il sole che le nubi rompe e spazza,
il mattino che splende sulla piazza
(una fra le tante d’Italia e tutte belle)
o la stessa di notte con le stelle
che punteggiano il cielo come mille
lucenti, lontanissime faville.
E che dire del mare multiforme
che ora ondeggia e spumeggia ed ora dorme?
E che del vento che lieve accarezza
i tuoi capelli come dolce brezza,
oppure si ridesta e soffia e spira
possente come fosse in preda all’ira?
La bellezza è dovunque. Basta che
tu la sappia vedere dove c’è
e guardare; ma, come la poesia,
se non la senti in te, vano è cercarla
dove che sia, ed ancor di più trovarla:
si manifesta come epifania
che sveli d’improvviso e ti riveli
la verità profonda della cose.

“The sun also rises” da “Versi sparsi ma non dispersi”
Ogni ritorno nella casa vuota
accresce pena a chi è rimasto solo
e non trova qualcuno che lo accolga:
passano e poi ripassano le ore
senza sentire voce né rumore.
Ma bando alla tristezza e bando al duolo:
bisogna farsi forza ed accettare
quel che la vita ci può ancora dare.
Forse poco, poiché più breve è l’ora
che ci rimane: ma forse non poco
se, l’indomani, il sole sorge ancora.

“Georgia on my mind” da “Ragazze…”
Quando Georgia on my mind, vecchia canzone
americana, a volte canticchiavo,
pensavi fosse dedicata a te.
Non sbagliavi, anche se non di persona
era il nome, bensì d’una regione
degli States. Sono passati da allora
tanti e tanti anni, ma se la ricanto,
quella vecchia canzone d’una volta,
rivedo te ragazza, e del perduto
tempo mi par di ritrovar l’incanto.

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