Nel libro “Altre inquisizioni” di Jorge Luis Borges si trova un breve saggio dal titolo “Il nostro povero individualismo”. Cito il primo paragrafo: “Le illusioni del patriottismo non hanno fine. Nel primo secolo della nostra era, Plutarco si burlò di coloro che affermavano che la luna di Atene è più bella della luna di Corinto; Milton, nel XVII secolo, osservò che Dio aveva l’abitudine di rivelarsi ai Suoi inglesi prima che agli altri; Fichte, al principio del XIX, affermò che avere carattere ed essere tedeschi è, evidentemente, la stessa cosa. Da noi i nazionalisti pullulano; li muove, a sentir loro, il degno o ingenuo proposito di fomentare i migliori tratti argentini…”

Penso che si possa benissimo sostituire l’ultimo aggettivo “argentini” con “italiani” o “americani” o “francesi” o “russi” o “ucraini” o “cinesi” o eccetera…

En passant mi viene in mente un giovane aspirante scienziato dello Sri Lanka che conobbi a Trieste nel marzo 1989 durante tre settimane di scuola internazionale di microgravità, molto orgoglioso di essere cingalese, che guardava con sufficienza i suoi/miei/nostri colleghi studenti indiani, convinto che l’India fosse a un livello sociale e culturale inferiore alla sua isola di Taprobane. All’epoca, per noi occidentali eurocentrici, laggiù era tutto Terzo Mondo, senza troppe distinzioni…

Beh, tanto per dire che da come è iniziato questo 2026 mi sorge il vago sospetto che anche quest’anno vi sarà gran sfoggio di nazionalismi diffusi, con uso e (temo) abuso di dimostrazioni di forza maschia e muscolare.

Le tante care persone che durante le scorse settimane hanno sparso pel vasto etere immaginette digitali piene di frasi edificanti con auguri per un Nuovo Anno di pace e di serenità, a dirla tutta mi irritano ogni anno di più, un’irritazione affettuosa sia chiaro, ma un affetto irritato. Pace e serenità? Ma dove sta la pace? Ma si può essere davvero sereni osservando ciò che accade nel mondo e ascoltando ciò che sbraitano ogni giorno i tre imperatori e i vari reucci del pianeta? A me parrebbe più serio e più onesto pensare, dire e scrivere cose tipo “Auguri per un Nuovo Anno decente e non peggiore dell’anno scorso”. Sarebbe già un bel risultato, mi pare, no?

Oppure si può far proprio l’augurio di Lucy (quella di Charlie Brown): “senza troppi ghirigori per questo anno nuovo c’è solo una cosa che vi auguro di tutto il cuore: qulo!”

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