In un sabato di febbraio la Delegazione FAI di Imperia ha organizzato per gli iscritti FAI del territorio una visita all’Atelier e al Museo della Moda e del Profumo della casa di alta moda Daphné di Sanremo.

La visita ha portato la cinquantina di partecipanti (visita a numero chiuso, gli spazi dell’atelier e del museo sono molto “liguri”, ovvero angusti e tortuosi, inadatti alle grandi folle) a conoscere in primis un edificio storico del centro di Sanremo che poggia su fondamenta di epoca romana e che nel XIX secolo appartenne ai Duchi di Galliera (il Marchese Raffaele De Ferrari – quello della Piazza De Ferrari di Genova – e sua moglie marchesa Maria Brignole Sale, una famiglia genovese tra le più autorevoli e ricche nell’Europa dell’Ottocento, che operarono con enorme influenza a Parigi, a Genova e altrove) e in secundis i dettagli operativi attuali e storici della tessitura di alta moda (abiti, foulard, profumi) oltre a numerose notizie storiche sulla famiglia “Daphné” e su alcuni esponenti di spicco della sua pregiata clientela (la Principessa Grace di Monaco per dirne una).

Tralascio i dettagli della visita; voglio invece meditare un poco sul senso di un’azienda come Daphné: azienda di alto artigianato a conduzione familiare (la famiglia si chiama Borsotto); i fondatori sono i genitori novantenni e pimpanti, Dafne è il nome della “grande mamma” che con un tocco di giustissima civetteria salutandoci ha precisato essere “coetanea di Valentino”. Barbara e Monica sono le figlie che – dentro l’atelier o in giro tra Sanremo, Parigi e il mondo in generale – conducono l’azienda e l’arte della moda bella nel profondo XXI secolo.

Estro e senso del Bello italiano, attaccamento al territorio ligure e nazionale, materie prime acquistate da produttori italiani o al più europei, materiali (tessuti, colori) naturali e sostenibili, collaborazioni per la realizzazione dei prodotti con case rifugio e carceri per dare lavoro ha chi necessità di riscatto sociale (Barbara diceva che la sua famiglia ha ricevuto tanto dalla vita e trovano giusto trasmettere un po’ del bene e del bello che hanno ricevuto a chi ha avuto meno fortuna di loro).

Molta attenzione alla sostenibilità ambientale, perché la moda – specie nella versione moderna “fast fashion” – è una delle attività umane maggiormente inquinanti in senso sia ambientale sia sociale e grande è la responsabilità etica degli imprenditori del settore verso i lavoratori e verso la natura.

Peraltro il bene e il bello che la famiglia Borsotto ha ricevuto se li è guadagnati e continua a guadagnarseli col lavoro e l’impegno; un impegno piacevolissimo per loro, dalle parole e dai gesti delle sorelle Borsotto insieme all’orgoglio per l’eccellenza del loro lavoro traspare sempre il piacere personale per ciò che fanno. Lavoro = piacere e gratificazione.

Mi viene in mente una frase che vidi scritta su un muro di un paese del Sud Sardegna durante il viaggio di nozze nel 2001: “chi fa un lavoro che ama non lavorerà nemmeno un giorno della sua vita”. Frase che sottoscrivo in toto e sono sicuro che le sorelle Borsotto sono d’accordo con me e con quello scritto sardo di venticinque anni fa.

Il Borsotto-pensiero comprende anche affermazioni del tipo “le piccole aziende artigianali a conduzione familiare sono un vero patrimonio della civiltà italiana, e sarebbe bello che il FAI e l’UNESCO potessero tutelarle come tutelano le eccellenze dell’arte e della natura”.

Le aziende artigiane familiari non potranno mai diventare Beni FAI ma il FAI può impegnarsi – come nel nostro piccolo abbiamo fatto a Sanremo con Daphné – per farle apprezzare e ammirare da chi non ne conosce l’esistenza.

error: Il contenuto è protetto!

Su questo sito utilizziamo strumenti di prima o terza parte che memorizzano piccoli file (cookie) sul tuo dispositivo. I cookie sono normalmente utilizzati per consentire il corretto funzionamento del sito (cookie tecnici), per generare report sull’utilizzo della navigazione (cookie di statistica) e per pubblicizzare adeguatamente i nostri servizi/prodotti (cookie di profilazione). Possiamo utilizzare direttamente i cookie tecnici, ma hai il diritto di scegliere se abilitare o meno i cookie statistici e di profilazione. Abilitando questi cookie, ci aiuti a offrirti un’esperienza migliore.

Alcuni contenuti o funzionalità qui non sono disponibili a causa delle tue preferenze sui cookie!

Ciò accade perché la funzionalità/il contenuto contrassegnato come “%SERVICE_NAME%” utilizza i cookie che hai scelto di mantenere disabilitati. Per visualizzare questo contenuto o utilizzare questa funzionalità, abilita i cookie: clicca qui per aprire le tue preferenze sui cookie.