Dostoevsklj diceva che la bellezza salverà il mondo. Altri dicono che la bellezza evolverà il mondo.

Dell’esistenza di bellezza apparentemente inutile nel mondo animale e del tentativo di capire a cosa serva ne scrissi due volte: il 17 giugno 2002  (https://www.giannidallaglio.it/patmos/“…Attaccata alle travi della veranda c’è una tela acchiappainsetti e il padrone di casa, un ragnone policromo stupendo. Se si dimentica l’istintiva ripugnanza verso gli aracnidi, si nota facile come nel mondo dei ragni ci siano dei capolavori d’arte e di colore, che uno si chiede ma che se ne fanno, ‘sti ragni, di quei disegni colorati che c’hanno sulla schiena, a chi devono piacere? A Dio. Basta come motivo? Forse si“.

In https://www.giannidallaglio.it/gioielli-a-6-zampe/ del 3 novembre 2016, scrissi “Gioielli a 6 zampe – l’arte per selezione naturale” è il nome di una mostra del Museo di Scienze Naturali dell’Università di Firenze. Erano esposti qualche decina di esemplari di coleotteri e farfalle di specie tropicali “belle e colorate”… Cito dall’opuscolo informativo: “Nella foresta tropicale vivono insetti che hanno sviluppato forme e colorazioni talmente sorprendenti da superare qualunque immaginazione… gli studiosi non riescono a spiegare il significato di tanta bellezza…. sono storie fatte di adattamenti, strategie, misteri… che delineano una storia naturale del “bello” cercando di dare un senso ad alcune delle inspiegabili traiettorie dell’evoluzione”…

Ovvio che venga da chiedersi perché tanti animali abbiano sviluppato strutture la cui qualità che balza evidente per prima è la bellezza… Le ipotesi evolutive che si fanno (richiami sessuali, segnali di minaccia e di difesa, mimetismo…) non cancellano ogni perplessità. In particolare nei casi di specie notturne, e c’è chi trascorre il giorno sepolto sotto terra… A che serve avere elitre rosso brillante sfumate di verde iridescente se nessuno ti vede?

E allora ognuno può provare a darsi altre possibili spiegazioni… E se la bellezza avesse un valore di per sé? Un valore a prescindere dalla funzione dell’oggetto bello e a prescindere anche dalla presenza di qualcuno che si accorga di questa bellezza. Bellezza come costituente fondamentale dell’universo, una grandezza fisica come la massa, l’energia, la velocità della luce e lo spin degli elettroni, come l’entropia e la costante di Planck… Anche se non esistesse nessun essere pensante ad ammirare la bellezza della natura, essa esisterebbe lo stesso, così come massa energia velocità entropia esistono indipendentemente dal fatto che su qualche pianeta ci sia chi scrive equazioni e fa calcoli per definirle e misurarle.

O forse, almeno un essere pensante che ammira e apprezza la bellezza delle elitre dei coleotteri e delle ali delle farfalle c’è sempre… ed è lo stesso essere che ammira sempre, da sempre, per sempre, la bellezza della costante di Planck e dello spin degli elettroni: Dio
”.

Un ponderoso libro che ho in corso di lettura si chiama “Animali non umani”, autore il biologo americano Carl Safina, editore Adelphi. Tratta di alcune situazioni etologiche interessanti ovvero 1) Dedicarsi alla famiglia. I capodogli, 2) Creare bellezza. Le are scarlatte, 3) Costruire la pace. Gli scimpanzé.

Il libro è una miniera di informazioni e di considerazioni etologico-filosofiche-antropologiche e sarebbe bello scendere nei dettagli della bellezza dei pappagalli e del loro comportamento ma questo messaggio è già troppo lungo così. Dico solo che anche Safina si chiede a cosa serva la bellezza degli animali. Essi sono in grado di percepirla? E lui risponde che sì, è evidentissimo che la capacità di percepire e apprezzare la bellezza non è un privilegio solo umano, è un dato di natura ed è un elemento importante per l’evoluzione biologica. “L’evoluzione non è soltanto la sopravvivenza del più adatto, ma anche la sopravvivenza del bello”.

Poi certo, ogni scarrafone è bello a mamma soja ma questo è un altro discorso….

error: Il contenuto è protetto!

Su questo sito utilizziamo strumenti di prima o terza parte che memorizzano piccoli file (cookie) sul tuo dispositivo. I cookie sono normalmente utilizzati per consentire il corretto funzionamento del sito (cookie tecnici), per generare report sull’utilizzo della navigazione (cookie di statistica) e per pubblicizzare adeguatamente i nostri servizi/prodotti (cookie di profilazione). Possiamo utilizzare direttamente i cookie tecnici, ma hai il diritto di scegliere se abilitare o meno i cookie statistici e di profilazione. Abilitando questi cookie, ci aiuti a offrirti un’esperienza migliore.

Alcuni contenuti o funzionalità qui non sono disponibili a causa delle tue preferenze sui cookie!

Ciò accade perché la funzionalità/il contenuto contrassegnato come “%SERVICE_NAME%” utilizza i cookie che hai scelto di mantenere disabilitati. Per visualizzare questo contenuto o utilizzare questa funzionalità, abilita i cookie: clicca qui per aprire le tue preferenze sui cookie.