“E le libertà civili? Ahi ‘ste libertà civili!… quei che pensano a mangiare sono solo gli imbecili”.
I genovesi della mia età forse ricordano l’Assemblea Musicale Teatrale e il suo più famoso membro Gian Piero Alloisio, attivi negli anni Settanta-primiOttanta. Avevano accompagnato Francesco Guccini in alcuni suoi concerti e Alloisio è l’autore di una celebre canzone di Guccini, “Venezia”.
Una canzone dell’Assemblea, “I ricchi”, ironizzava sulle differenze tra stili di vita occidentali e sovietici. Sempre stato convinto, io, che il cosiddetto “socialismo reale” sia stato una sciagura per chi dovette subirlo, ma ‘sti comunistacci genovesi dicevano anche cose sagge.
A modo loro riprendevano il pensiero del filosofo inglese Thomas Hobbes che aveva detto “primum vivere, deinde philosophari”: ai grandi concetti e principi morali, etici, filosofici possiamo pensarci solo se prima abbiamo soddisfatto i bisogni primari. La fame non aiuta a pensare.
Nella mia dabbenaggine da profano della politica, ogni tanto mi succede di pensare a queste cose; e le ho pensate ancora di più dopo il trionfo del partito di ultradestra nelle elezioni in Sassonia-Anhalt in Germania, dopo aver appreso che quello è il Land più povero della Germania e che a votare per il partito ultranazionalista, ultrapatriottico, ultrarazzista ultraeccetera sono stati soprattutto i giovani poco istruiti, i disoccupati e gli operai. Cioè, riassumendo, i deboli della società.
E anch’io, come tanti più esperti di me, mi sono chiesto: ma ai deboli della società, agli ultimi e ai penultimi della scala sociale, ai disoccupati e agli operai, non dovrebbe pensarci la sinistra? Non erano i comunisti internazionalisti quelli che avevano a cuore il miglioramento delle condizioni di vita dei “proletari”? E com’è che adesso in Europa i perdenti della società sono affascinati dai profeti dell’odio, del nazionalismo, del maschilismo, del razzismo? Come ha fatto la sinistra a farsi abbandonare da coloro che dovrebbero essere “il suo gregge” e a diventare – a torto o a ragione – agli occhi di molti un consesso di snob intellettualoidi che non sanno nulla della vera vita dei poveri e magari li disprezzano proprio perché sono poveri e ignoranti?
Affascinata dalle Grandi Idee Etiche, Ambientali, Liberali e Inclusive mi pare che la sinistra europea abbia dimenticato che, come dicevano Hobbes e Alloisio, prima bisogna avere la garanzia del lavoro e del cibo nel piatto ogni giorno per sé e per i figli. Solo dopo ci si potrà anche dedicare a tutte queste Idee Meravigliose. Non me la sento di criticare questi miei compatrioti (in senso nazionale e continentale) che sono delusi e rabbiosi per trovarsi dalla parte perdente di un modello politico ed economico che si disinteressa dei deboli. La “cultura dello scarto” diceva Papa Francesco. Sono sicuro che sia totalmente sbagliata la loro scelta di concedere fiducia a populisti che amano i dittatori e predicano odio, divisione e gerarchie classiste, ma non sono sicuro che al loro posto farei diversamente. La pseudosinistra è da tempo bene inserita nei meccanismi del governo politico ed economico dell’Europa ma non mi pare che ciò abbia migliorato la vita degli strati sociali più bassi del continente, e allora ci sta che gli strati bassi provino ad affidare la loro rabbia ai pifferai magici che dicono di voler stravolgere lo status quo. Magari funzionerà…
Chissà come sarà il prosieguo del XXI secolo in Europa. Io ormai sono abbastanza vecchio e non devo preoccuparmi troppo per il futuro; in più sono bianco, maschio, eterosessuale, cristiano quindi appartengo alla migliore categoria etnico-sociale dell’Europa attuale e di quella che verrà. Però sono curioso di capire se la “marea nera” fuoriuscita dalla Sassonia si estenderà in tutta la Germania e in Europa. Nel 2027 ci saranno parecchie elezioni importanti, saranno test interessanti.
L’arguto Giulio Andreotti disse (si era negli anni Ottanta, prima della caduta del Muro di Berlino e della riunificazione) “Amo così tanto la Germania che sono contento che ce ne siano due”. A buon intenditor… Comunque auguro ai miei nipoti e ai giovani d’Europa di non doversi mai trovare a combattere una guerra contro la Wehrmacht del quarto Reich tedesco. Giambattista Vico diceva che la storia spesso si ripete, spero che stavolta si sbagli…
